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‘Tempo di libri’: una prima edizione da migliorare

60.000, 70.000, meno di 80.000 presenze: sono questi i numeri che a chiusura della prima edizione di ‘Tempo di Libri’ il salone dell’editoria che si è tenuto a Milano dal 19 al 23 aprile, si sono rincorsi sui media per sottolineare che, al momento, sarà difficile fare concorrenza al Salone del libro di Torino.

Purtroppo, come hanno sottolineato in numerose interviste Renata Gorgani, presidente della Fabbrica del Libro (la società che ha unito Fiera Milano e l’Associazione italiana editori per organizzare l’evento), Solly Cohen, amministratore delegato della stessa società, Federico Motta, presidente Aie e Giuseppe Sala, sindaco di Milano, le date scelte per questo primo evento milanese non sono state d’aiuto perché condizionate dalla Pasqua prima e dal lungo ponte del 25 aprile poi, che hanno sicuramente portato i milanesi (e non solo) lontano dalla città.

Il periodo ha inciso anche con le vacanze di molti studenti che avrebbero dovuto affollare i primi giorni di Tempo di Libri, per lasciare poi il posto ai visitatori più adulti che però hanno trovato poco indovinato l’orario di apertura della fiera (solo fino alle 19.30 senza aperture serali). Polemiche ci sono state anche sul costo del biglietto (10 euro per un giorno, ridotto a 5 per ingressi dopo le 16.30) e su quello della metropolitana che, per chi arriva dalla periferia ammonta (fra andata e ritorno) a 5 euro a persona

Tuttavia pur considerando questo evento come il numero zero di ‘Tempo di Libri’ non sono mancate tante occasioni per i bambini di conoscere dal vivo i personaggi dei loro libri preferiti (primo fra tutti Geronimo Stilton); per i giovani di entrare in contatto con scrittori e artisti (fra gli altri Roberto Saviano, Francesco Gabbani, Claudio Bisio ma anche Valerio Magrelli e Tullio Pericoli, Michela Murgia e Melania Mazzucco, Sveva Casati Modignani e Clara Sanchéz, Lucarelli e Carofiglio ma la lista è veramente lunghissima)e per gli adulti di ammirare la produzione cartacea e digitale dei maggiori editori del nostro Paese, dei piccoli editori specializzati e dell’impegno che i più importanti quotidiani italiani (Corriere della sera, Stampa e Repubblica fra i primi) e la Rai perseguono per integrare sempre più la carta con il digitale.

Il calendario degli incontri in Fiera e Fuori fiera è stato veramente ricchissimo, persino troppo, per una edizione che muoveva i primi passi e andava spiegata e fatta conoscere. Anche dal punto di vista commerciale, forse, il risultato è stato un po’ sottotono. Interessante, comunque, è stato il filo conduttore che partiva dalle lettere dell’alfabeto; originali gli incontri promossi da Robinson, l’inserto cultura de La Repubblica; improntato sul fenomeno delle Fake News, quello di Donna Moderna; curiosi quelli che hanno legato letteratura e food; proficuo, poi, il programma destinato agli operatori professionali, in modo particolare per gli stranieri.

Non sono mancate nemmeno le occasioni per conoscere più da vicino le iniziative digitali come quella ‘affollatissima’ proposta dalla società MyVisto, dal titolo eloquente ‘Come guadagnare con i video’ che ha mostrato come la creatività giovanile possa integrarsi con le esigenze di business delle imprese moderne e dar luogo a nuove forme di comunicazione che avvicinano, finalmente, i giovani a un mondo del lavoro su misura per loro.

Tutti hanno confermato l’edizione 2018 di ‘Tempo di libri’, sempre in primavera, con date più indovinate e tanti miglioramenti, così come, molti si auspicano, una collaborazione sinergica con il Salone torinese.

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